nuoro cultura e tradizione

Nuoro, custode della cultura di ieri e di oggi Esiste un volto della Sardegna nascosto fra le ombre delle querce secolari, tra i boschi fitti di lecci e sugheri.

Cogline le espressioni più sincere, visita la Barbagia e scopri Nuoro.
nuoro deledda
Fra le montagne e i boschi della Barbagia, là dove d’estate i profumi si diffondono nell’aria liberi dal manto silenzioso della neve, sorge Nuoro, cuore in fermento dell’Isola. 
Sarà semplice arrivarci in automobile o, se ti sposti con la famiglia da una delle località della costa, anche in camper. 
Un tempo chiamata l’Atene sarda, è una città “d’una vecchiaia forte, nobile, serena”, come Grazia Deledda descrisse una delle sue protagoniste in ‘Canne al vento’.

Sempre vicino al rione santu Pedru, nel cuore di Nuoro, potrai visitare la piazza-monumento intitolata a Sebastiano Satta, dove si affaccia la casa in cui il poeta è vissuto.

“Un gioiello unico e di significato mondiale” (la giudicò lo storico dell’arte Fred Licht), progettato dallo scultore oranese Costantino Nivola, uno dei più grandi artisti sardi del Novecento.

A poche centinaia di metri non perderti la cattedrale di santa Maria della Neve e la chiesa della Madonna delle Grazie.

“Non è vero che l’Ortobene può essere paragonato ad altre montagne – scrive la Deledda – l’Ortobene è uno solo in tutto il mondo”. 
La tappa al monte che domina il capoluogo barbaricino è d’obbligo, la fatica della salita sarà ripagata dal panorama incantevole. 
Su una delle sue cime è collocata dal 1901, ad un altezza di 925 metri, la statua bronzea del Cristo, verso la quale l’ultima domenica di agosto si dirige la processione della festa dei Nuoresi, la grande sagra del Redentore. 
Mentre, ai piedi del monte si trova la chiesa della solitudine, dove riposano le spoglie di Grazia Deledda.

A santu Pedru, il quartiere della scrittrice premio Nobel, fra stradine e case di pietra, scoprirai l’arco fiorito che introduce alla sua casa-museo, stanze cariche di libri, ricordi, di vita quotidiana.

Nei suoi libri fanno capolino donne operose dal carattere saldo che affermano se stesse nella lotta per la dignità.

L’immagine della donna sarda si ritrova nelle opere di Maria Lai al museo Man o nella sagoma carismatica della Madre dell’ucciso dello scultore Francesco Ciusa, conservata nel museo a lui intitolato, all’interno dello spazio espositivo del Tribu.

Nel museo etnografico sono esposte opere d’artigianato che vedono la donna come artista e destinataria, gioielli, abiti, manufatti tessili, panni tradizionali.

Come arrivare a Nuoro al Museo del Costume

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.