Foto – Ivo Piras_biodiversitasardegna.it
La pecora nera di Arbus, da razza in estinzione a simbolo di rinascita
Nel cuore della Sardegna, tra le colline e le pianure del Medio Campidano, si trova il comune di Arbus, noto per il suo paesaggio selvaggio e la sua ricca storia. Tra i simboli più autentici e radicati della cultura locale vi è la pecora nera di Arbus, una razza ovina unica che rappresenta tradizione, resilienza e autenticità.
Questa particolare razza, con il suo mantello scuro che varia dal marrone al nero, è stata per lungo tempo un elemento distintivo del territorio, la sua lana pregiata, morbida e resistente, è stata storicamente utilizzata nella produzione di abiti e tessuti artigianali, contribuendo all’economia locale, tuttavia la razza ha rischiato di scomparire a causa dei cambiamenti economici e agricoli avvenuti nel corso del tempo.
La Crisi e la Rinascita della Pecora Nera
A partire dagli anni ’70, la pecora nera di Arbus ha iniziato a essere progressivamente abbandonata a favore della pecora sarda bianca, considerata più produttiva per la produzione di latte. La ricerca di una maggiore resa portò quasi alla scomparsa della pecora nera di Arbus, infatti nel 2006 ne rimanevano soltanto 500 esemplari, a rischio di estinzione.
Tuttavia, grazie agli sforzi di allevatori e appassionati, la situazione ha iniziato a migliorare. Nel 2008, anno di istituzione del libro genealogico della razza, furono registrati 233 capi, un numero modesto ma significativo. Nel 2014, il numero di esemplari registrati è salito a 5.489, segnando un importante passo avanti nella salvaguardia di questa preziosa razza. Nel 2019, si stima che vi fossero circa 2.000 esemplari solo nel territorio di Arbus e 5.000 in tutta la Sardegna.
La pecora nera di Arbus, il marchio e la valorizzazione
La svolta decisiva per la valorizzazione della pecora nera di Arbus è arrivata nel 2020, quando il consiglio comunale di Arbus ha approvato all’unanimità il regolamento per l’istituzione del marchio “Pecora Nera di Arbus”. Il marchio, simbolizzato da una stilizzazione del corno e della testa dell’animale, è stato ufficialmente registrato il 30 aprile dello stesso anno. Questo marchio non si limita ai soli prodotti caseari, ma copre anche altri derivati della pecora nera, come la carne, la lana e i prodotti artigianali. Tra questi, spiccano i coltelli “Arburesa”, noti per il loro manico realizzato in corno di montone o ariete della pecora nera.
Oltre al riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.), il marchio ha ottenuto anche lo status di Marchio Collettivo Geografico, garantendo che tutti i prodotti derivati dalla pecora nera di Arbus possano essere commercializzati sotto questa denominazione. Questo ha aperto nuove opportunità per i produttori locali, che possono ora contare su un simbolo di qualità riconosciuto non solo a livello regionale, ma anche nazionale.
La sagra della pecora nera di Arbus, una tradizione che vive
Dal 2011, l’ultimo fine settimana di luglio, Arbus celebra la sua pecora nera con una sagra dedicata. La sagra della pecora nera di Arbus è diventata un appuntamento fisso per la comunità locale e per i visitatori, offrendo non solo la possibilità di degustare prodotti tipici, ma anche di partecipare a workshop e incontri dedicati alla tutela della razza. Questo evento rappresenta un’occasione per riscoprire la tradizione, promuovere la cultura sarda e sensibilizzare sull’importanza della conservazione di una razza unica nel suo genere.
La pecora nera di Arbus, simbolo di una Sardegna che non molla
La pecora nera di Arbus oggi è più di una semplice razza ovina e rappresenta un legame profondo con la storia e l’identità della Sardegna. Il suo mantello scuro e la sua capacità di resistere in condizioni difficili riflettono l’anima stessa dell’isola: un luogo ricco di storia, tradizioni e cultura, che sa adattarsi e prosperare anche di fronte alle sfide più dure.
Grazie agli sforzi per tutelarla e promuoverla, questa razza continua a essere un orgoglio per la comunità di Arbus e un simbolo di autenticità per tutta la Sardegna.
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