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La storia dello stagno è stata per lungo tempo associata alla pescosità delle sue acque e alla particolare posizione che lo rendevano particolarmente adatto come porto per gli scambi commerciali

Oggi habitat di infinite specie di volatili e non solo…

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Lo stagno di Cagliari è un’area umida di 1300 ettari alle porte del capoluogo, di rilevanza storica e naturalistica.
Ed è per estensione e per rilevanza della biodiversità, una delle più importanti aree umide d’Europa. 
In realtà “stagno” è un termine inadatto, perché si tratta di una vera e propria laguna. 
Il suo nome deriva dal fatto che nella lingua sarda, variante campidanese, non esisteva la parola laguna e l’espressione “stani” rappresentava genericamente qualsiasi area umida diversa dalla parola palude (pauli-s) sia che fosse stagno, o laguna.
Lo stagno è delimitato a est da Elmas, aeroporto, Cagliari e le sue infrastrutture stradali, ferroviarie e industriali, a nord dalle foci di Fluminimannu e rio Cixerri, a ovest da zona industriale di Macchiareddu (Assemini), campi agricoli e residenze di Capoterra, e a sud da una striscia di terra che lo separa dal mare.

I suoi confini sono variati nei secoli, in seguito a  bonifiche, urbanizzazione, infrastrutturazione e all’espansione agricola e industriale.

I suoi fondali sono mediamente bassi, la profondità massima  rilevata in alcuni punti è di 2,5 metri, tuttavia l’alterazione degli sbocchi naturali di collegamento al mare e della circolazione delle correnti ha provocato il deposito di materiali e l’innalzamento dei fondali.

La salinità varia secondo la zona dello stagno. Nei tratti più aperti che hanno una naturale continuità con il golfo, ha valori tipicamente marini. 

La vegetazione della laguna è poco rilevante dal punto di vista paesaggistico, è di fondamentale importanza naturalistica, perché è indispensabile per garantire il mantenimento della biodiversità, soprattutto per quanto riguarda la fauna. 

I prodotti di alcune specie vegetali sono il componente principale per la nutrizione di diversi uccelli presenti nello stagno, ma soprattutto la fitta vegetazione erbacea-arbustiva che ricopre le sponde e gli argini rappresenta l’habitat in cui la maggior parte delle specie avicole può nidificare indisturbata. 

La vegetazione presente nella laguna, è habitat di quasi duecento specie di volatili.

L’elenco delle specie presenti nello stagno è piuttosto lungo, considerando sia le specie nidificanti, sia quelle che frequentano lo stagno senza nidificare.

Una piccola parte della fauna, è rappresentata inoltre da poche specie di mammiferi, rettili e anfibi, che però non sono strettamente legate all’habitat dello stagno.

I primi insediamenti umani accertati nella laguna, risalgono all’VIII secolo a.C. 
 
A Santa Gilla sorse il primo nucleo della Carales cartaginese, centro di commercio e pesca, che in età romana divenne sobborgo di Karalis. 
Nel Medioevo “Santa Igia”, sul lembo di terra affacciato sulla laguna, fu capitale del giudicato di Calari e sede episcopale. 
Alle sue acque accedevano le navi delle repubbliche marinare, e inoltre nel 1194 all’interno della laguna fu combattuta una battaglia navale fra Genova e Pisa, per il predominio sul giudicato. 
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Come arrivare allo stagno di Cagliari

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