La Pera Olzale, l'antico frutto sardo della longevità
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La Pera Olzale, storia, proprietà e segreti di un frutto sardo antichissimo

MD Monserrato

La Pera Olzale, è collegata da molti studiosi, all’eccezionale longevità della popolazione sarda. Sarebbe considerato infatti un elisir di lunga vita.

Ovviamente è risaputo, niente trucchi e niente inganni, per quanto la si voglia fare poetica e misteriosa, la longevità dei sardi e di altre particolari popolazioni, è fondamentalmente legata a uno stile di vita sano, e a un’alimentazione variegata, ricca e genuina, oltre che ad alcuni fattori genetici e molto probabilmente ad una specifica e favorevole posizione geografica.

LA PERA OLZALE TRA PASSATO E PRESENTE

Tornando alla Pera Olzale, è solamente una delle diverse varietà di frutta endemica e autoctona esistenti in Sardegna. Secondo alcuni studi e ricerche attuate sul territorio, esaminando alcuni scritti di diversi autori risalenti anche a date che riportano a diverse centinaia di anni addietro, in un arco temporale che va dal 1780 al 1985, è stato possibile la stesura di una schedatura di circa 96 cultivar di pero. 

Solo dagli scritti di Plinio, scrittore, naturalista e filosofo naturalista, emergono dati riguardanti 39 varietà di pere sarde, di cui alcune ancora coltivate in Sardegna.

Oggi la rilevanza economica della coltura delle pomacee in Sardegna è abbastanza scarsa, nonostante alcune verietà di pera sarda sia altamente richiesta per la produzione di succhi di frutta. Possiamo comunque affermare con certezza che la coltivazione di pomacee nell’isola abbia tradizioni antichissime.

Il pero ed il melo selvatici infatti sono presenti da tempo immemorabile e le prime varietà coltivate sembra siano state importate, tramite i traffici marittimi, già nell’Eneolitico. In seguito si diffusero intorno alle colonie fenicie sarde nei frutteti-giardini che i Fenici coltivavano con i sistemi colturali appresi dagli Egiziani, dai Nabatei e dagli abilissimi agricoltori della Mesopotamia.

PROPRIETA’ E BENEFICI DELLA PERA OLZALE

Gli effetti benefici derivati dal consumo in Sardegna della Pera Olzale sembrerebbe siano strettamente legati alla longevità di alcune popolazioni ultracentenarie dell’isola, che ancora oggi ne consuma abbondanti quantità, in modo particolare dell’Ogliastra.

Questa varietà di pera sarda, si presenta non proprio benissimo a prima vista. E’ caratterizzata infatti da una polpa dura, legnosa, e molto aspra. Proprio per questo motivo la Pera Olzale non viene consumata appena raccolta, ma conservata tra la paglia in luoghi ventilati, in modo che il frutto raggiunga la giusta maturazione e si trasformi in qualcosa dal sapore unico.

Durante il tempo di riposo infatti, i tannini contenuti nel frutto, si trasformano in zuccheri rendendo la polpa morbida. La Pera Olzale infatti dà il meglio di se dopo un periodo di lungo riposo, proprio perchè il tannino ne modifica il sapore nel rendendola dolce, e dando al frutto una certa prelibatezza.

In Sardegna, questa pera, si mangia quando la buccia cambia colore diventando nera, ovvero quando ha raggiunto la giusta maturazione. Si taglia quindi il frutto a metà e si mangia con un cucchiaino.

Secondo le statistiche la produzione mondiale di pere, si aggira intorno ai 90 milioni di quintali. L’Italia occupa un posto preminente, incidendo per il 130% sulla produzione mondiale. Per quanto riguarda la produzione sarda, nei primi anni 80, la superficie coltivata a pero in Sardegna era pari a 453 ettari, di cui solo 69 in coltura principale, con una produzione totale di 61.900 quintali.

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