Il Tasso: "l'albero della morte" in Sardegna, è letale
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Il Tasso, pianta affascinante e potenzialmente letale

Autocarrozzeria Cirina Selargius

Il Tasso “L’albero della morte” 

Il tasso è denominato “albero della morte” in quanto tutta la pianta, escluso l’arillo (prelibatezza per gli uccelli) è gravemente tossica e contiene una sostanza letale, la tassina.
Quelli che potrebbero sembrare frutti deliziosi in realtà sono degli arilli, escrescenze carnose che ricoprono il vero seme.
Inizialmente verdi, ma carnosi e rossi a maturità, gli arilli contengono un solo seme, duro e molto velenoso; la polpa invece è innocua e commestibile.

Albero sempreverde, alto 15-18 m, può raggiungere dimensioni maggiori in esemplari secolari (nel Supramonte sardo è stata segnalata una pianta di 28 metri di altezza; Cabiddu 1993) ma lo si può riscontrare anche in forma arbustiva.
È una specie a lenta crescita ma molto longeva fino ad arrivare al migliaio di anni di età.

La chioma generalmente è piuttosto espansa con forma di piramide ad ampia base. 

Il tronco normalmente breve e rastremato, raramente indiviso, con numerose costolature. 

Corteccia di colore rosso bruno liscia che si desquama con l’età in placche longitudinali, sottili e leggermente rilevate.  

Foglie aghiformi appiattite, lunghe circa 1,5-3 cm e larghe 3-5 mm, lineari, mucronate, decorrenti sul ramo, di colore verde scuro e lucide sulla pagina superiore, verde più chiaro con sfumature giallastre su quella inferiore. Assenza dei canali resiniferi. Pianta dioica con le strutture maschili, che si formano sui rami di un anno, rappresentate da piccoli coni globosi giallastri portati all’ascella delle foglie; le strutture femminili generalmente isolate e alla base delle foglioline, sono formate da piccoli coni verdastri.

Il seme è ovoidale, privo di ala e di tasche resinifere, avvolto quasi completamente (ad eccezione dell’apice inferiore) da un involucro carnoso (arillo), intensamente colorato di rosso a maturità, di sapore dolciastro. Impollinazione anemofila, disseminazione ad opera degli uccelli.

Il Re dei tassi

Il “re dei tassi” della Sardegna si trova a Badde Salighes, a 850 metri s.l.m., in comune di Bolotana, accanto alla casa di Benjamin Piercy ( ingegnere gallese che nel XIX secolo progettò la prima ferrovia sarda e qui rimase costruendo un’azienda agraria all’avanguardia)

Nei pressi di villa Piercy, recentemente recuperata, in un parco che ospita diversi alberi esotici fra i quali un monumentale abete di Spagna, una porticina sul viale principale conduce all’Agorà dei tassi. In questo lembo di bosco si può ammirare uno tra i tassi millenari monumentali tra i più grandi d’Europa: il suo grosso tronco tondeggiante (770 cm di circonferenza, a petto d’uomo, e circa 15 m di altezza) è cavo, barbuto, una meraviglia botanica.  

A caratterizzare la monumentalità di questo splendido esemplare, oltre all’età, sono le dimensioni e la presenza lungo tutto il fusto di densissimi ricacci che gli conferiscono un aspetto fiabesco.

Corologia

Pianta diffusa in tutte le regioni dell’Europa, dell’Asia occidentali (Caucaso) e dell’Africa settentrionale. In Italia il tasso è diffuso nella zona montana e submontana e talvolta anche in quella mediterranea, sia come specie spontanea residuale sia coltivata a scopo ornamentale.

In Sardegna si trova è localizzato in alcune aree montane del Gennargentu, del Monte Limbara, della catena del Marghine- Goceano, del Montiferru. Tipo corologico paleotemperato che comprende le specie eurasiatiche.

Fenologia

Fiorisce in Febbraio-maggio; fruttifica dalla fine dell’estate fino all’autunno.

Habitat

Vegeta di preferenza su terreni calcarei ma anche su altri subrati, purchè profondi e freschi, fino oltre i 1400 metri di quota.

In Sardegna si estende dai 600 a oltre i 1000 m di altitudine.

Mediamente resistente alla siccità, mal sopporta i ristagni idrici prolungati. Specie marcatamente sciafila la cui chioma lascia filtrare una quantità di luce bassissima e, questo fatto in sinergia con altri fattori, rende molto difficile lo sviluppo di vegetazione al di sotto di esso. Relitto di forma ancestrali, in Sardegna si accompagna spesso all’ Ilex aquifolium L. (Agrifoglio) con esemplari isolati o formanti boschetti in seno al Quercetum ilicis submontano e montano.

E’ presente in Gallura, nel Margine- Goceano, dove si presenta con un popolamento quasi puro caratterizzato da esemplari molto vecchi e maestosi, nel Montiferru, nel Sarcidano, sul Gennargentu, nelle Barbagie di Orgosolo, Seui e Seulo, in Ogliastra, quindi nel M. Linas, M. Lattias e M. Santo di Pula (Chiappini, Podda, Angiolino, 1983).

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