“Sa Berritta”, la storia del copricapo simbolo della Sardegna
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"Sa Berritta", il copricapo sardo per antonomasia

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“Sa Berritta”, la storia

Il copricapo maschile 100% sardo che oggi si indossa principalmente per rappresentazioni di folklore, veniva indossato abitualmente in Sardegna fino ai primi decenni del XX secolo, nei paesi della barbagia era utilizzato dagli uomini più anziani anche oltre la seconda metà del 1900.

Sul modo in cui viene scritto ci sono delle dispute, il dubbio é essenzialmente sulle “t” da utilizzare, la doppia “t”, ricalca la pronuncia e l’uso popolare, mentre per altri, l’uso della doppia é considerato errato.

Caratteristiche

Ha una particolare forma tubolare che consentiva di raccogliere i lunghi capelli che gli uomini erano soliti portare, questo consentiva non solo una maggiore comodità nello svolgimento dei lavori manuali, ma pure di proteggere i capelli dalla sporcizia.

La lunghezza poteva variare dai 50cm fino ad un metro.

Dopo che gli editti sabaudi imposero a fatica che gli uomini portassero i capelli corti e barba colta, vennero realizzate berrittas più corte e più comode da indossare.

Sa berrita è un berretto realizzato in lana grezza, su vresi (orbace), tinta di nero, costituito da due pezzi di stofa speculari cuciti per formare un tubo e arrotondati all’estremità occlusa.

Viene fatto ricadere sulla schiena o sulle spalle, a seconda della lunghezza.

Nelle grandi occasioni veniva spesso ripiegata più volte sopra il capo, in modo da conferire all’uomo un maggior contegno.

Al giorno d’oggi, questo copricapo viene utilizzato nelle manifestazioni di folklore, è infatti uno dei capi più rappresentativi del costume tradizionale sardo, proprio per il fatto che il suo uso era largamente diffuso in tutta la Sardegna.

Sa berritta di Ugo Tognazzi

Nel 1965 il regista Luigi Zampa approdò in Sardegna per effettuare le riprese del film “Una questione d’onore”, con Ugo Tognazzi come interprete principale.

Il film è ambientato in gran parte a Orosei e racconta di una travagliata storia d’amore tra Tognazzi (Efisio) e Nicoletta Rangoni Machiavelli (Domenicangela) che culmina con l’omicidio di quest’ultima. Una celebre foto, vede Tognazzi immortalato alle prese con la sistemazione de “Sa Berrita” poco prima di girare una scena del film.

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