recupero delle eccedenze alimentari a Sestu
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Il recupero delle eccedenze alimentari a Sestu trasforma frutta e verdura non più commercializzabili in una risorsa concreta per chi si trova in difficoltà. Il Banco Alimentare della Sardegna apre un nuovo punto logistico nel Mercato Ortofrutticolo.

A Sestu frutta e verdura che rischierebbero di diventare rifiuti possono avere una seconda destinazione: aiutare chi ne ha bisogno. Nel Mercato Ortofrutticolo è stato inaugurato un nuovo punto logistico del Banco Alimentare della Sardegna, dedicato al recupero delle eccedenze alimentari a Sestu e alla loro redistribuzione.

Un’iniziativa che unisce solidarietà e contrasto allo spreco alimentare. I prodotti coinvolti sono infatti alimenti che non possono più essere commercializzati, ma risultano ancora perfettamente utilizzabili.

Invece di essere scartati, possono così entrare nella rete di recupero e trasformarsi in un sostegno concreto per le persone che vivono una situazione di necessità.

Recupero delle eccedenze alimentari a Sestu: come funziona il progetto

Il nuovo presidio è stato realizzato all’interno del Mercato Ortofrutticolo di Sestu, uno dei punti strategici della filiera agroalimentare del territorio.

L’obiettivo del progetto è semplice: intercettare le eccedenze ortofrutticole e recuperare i prodotti ancora utilizzabili prima che diventino rifiuti.

Frutta e verdura possono quindi essere raccolte e successivamente destinate alla rete solidale.

Il progetto consente di affrontare contemporaneamente due questioni: da una parte la necessità di limitare lo spreco alimentare in Sardegna, dall’altra quella di fornire un aiuto concreto alle persone in difficoltà.

A sintetizzare lo spirito dell’iniziativa è stato il sindaco di Sestu Michele Cossa, che sui social ha parlato di una giornata particolarmente significativa per la città.

«Trasformare lo spreco in solidarietà», ha scritto il primo cittadino, sottolineando come il progetto tenga insieme due obiettivi: ridurre lo spreco e rafforzare la solidarietà.

Prodotti non più vendibili diventano una risorsa

Alla base dell’iniziativa c’è un principio preciso: un alimento che ha perso il proprio valore commerciale non necessariamente ha perso anche la possibilità di essere utilizzato.

Lo ha evidenziato lo stesso Cossa spiegando che si tratta di «prodotti che non possono più essere commercializzati, ma sono ancora perfettamente utilizzabili» e che, invece di diventare rifiuti, possono trasformarsi in una risorsa e in un aiuto per molte persone.

Il recupero delle eccedenze alimentari a Sestu permette quindi di intervenire prima che prodotti ancora utilizzabili vengano eliminati.

Il nuovo presidio punta contemporaneamente a rafforzare la collaborazione tra operatori del settore agroalimentare, volontariato, istituzioni e realtà impegnate nell’assistenza alle persone.

Una rete tra territorio, imprese e volontariato

Per il sindaco di Sestu, la nascita del presidio proprio nel territorio comunale rappresenta un altro elemento significativo del progetto.

«Sono particolarmente contento che questo nuovo presidio sia nato proprio a Sestu», ha dichiarato Cossa, indicando come obiettivo la costruzione di una rete sempre più forte tra istituzioni, imprese, operatori del settore agroalimentare e volontariato.

La presenza del punto logistico all’interno del Mercato Ortofrutticolo consente infatti di avvicinare il sistema di recupero al luogo in cui le eccedenze possono materialmente generarsi.

Una collaborazione che permette di attribuire a prodotti destinati altrimenti allo scarto una nuova funzione sociale.

Il ruolo del Banco Alimentare

Il progetto di Sestu si inserisce nell’attività più ampia svolta dal Banco Alimentare nel recupero delle eccedenze.

A livello nazionale, secondo i dati diffusi nel 2026 e relativi all’attività del 2025, la rete del Banco Alimentare ha distribuito circa 123 mila tonnellate di alimenti attraverso oltre 7.600 organizzazioni partner territoriali.

Più del 40% degli alimenti distribuiti è stato sottratto allo spreco. La rete sostiene complessivamente circa 1,8 milioni di persone in difficoltà attraverso realtà territoriali, mense, strutture caritative e case di accoglienza.

Il presidio inaugurato a Sestu porta questo modello direttamente all’interno di uno dei punti di riferimento dell’ortofrutta del territorio.

Come chiedere informazioni e rivolgersi al Banco Alimentare

Dalla dichiarazione del sindaco arriva anche un’informazione importante per i cittadini che si trovano in una situazione di necessità.

Secondo quanto comunicato da Cossa, è possibile rivolgersi direttamente al Banco Alimentare attraverso i suoi canali social, utilizzando i recapiti disponibili sul sito oppure chiamando il nuovo numero verde 800 080 775.

Il recupero delle eccedenze alimentari a Sestu crea così un collegamento tra due esigenze: evitare che alimenti ancora utilizzabili vengano sprecati e fare in modo che possano diventare una risorsa per chi attraversa un momento di difficoltà.

Da Sestu parte quindi un modello nel quale solidarietà e lotta allo spreco alimentare procedono insieme.

Il concetto è stato ribadito anche dal sindaco nel suo messaggio: combattere lo spreco è importante, ma soprattutto occorre fare in modo che ciò che rischia di essere sprecato possa arrivare a chi ne ha bisogno.

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