Cagliari: Oggi riapre il pronto soccorso del SS. Trinità

Il Pronto soccorso del Santissima Trinità era stato chiuso ad altre patologie

E’ arrivato il momento della riapertura del Pronto soccorso del SS. Trinità, consentirà il ripristino delle normali condizioni di cura in tutti gli ospedali.

Il Santissima Trinità, in questi due anni di pandemia, è stato, infatti, trasformato in ospedale Covid e anche il Pronto soccorso è stato chiuso ad altre patologie, smistate negli altri due servizi di emergenza-urgenza del territorio. Alla vigilia del Natale scorso, erano stati conclusi i lavori di ristrutturazione di una parte consistente del Pronto soccorso, che però era rimasto aperto solo per i positivi.

Secondo quanto appreso dall’ANSA, il Pronto soccorso del SS. Trinità avrà comunque a disposizione sei posti letto Covid. Oltre a questi rimarranno nel nosocomio – in base ad una riorganizzazione che ha recepito le indicazioni sugli accessi nelle strutture ospedaliere contenute in una recente delibera dell’assessorato della Sanità – 45 posti letto dedicati ai positivi: 20 in chirurgia, 20 in pneumologia e 5 in cardiologia.

Se ci dovesse essere un aumento di pazienti Covid da ospedalizzare, il SS. Trinità potrà contare sull’ospedale Binaghi, che dovrebbe mantenere l’attuale strutturazione. Stando alle prescrizioni date dall’assessorato, “il personale a contatto con soggetti con elevato livello di compromissione del sistema immunitario o in servizio nei centri dialisi deve essere sottoposto al test antigenico per la ricerca del virus Sars-Cov-2 ogni quindici giorni”.

Per quanto riguarda gli accessi ai Pronto soccorso, invece, i pazienti dovranno essere sottoposti a un test antigenico all’ingresso, prevedendo aree isolate per i pazienti che presentano test positivo. In caso di successivo ricovero, se il test antigenico è negativo, per l’accesso alle prestazioni non vi è la necessità di eseguire test molecolare; con test positivo: “accesso in area Covid anche senza esito di test molecolare”. Resta sempre, per il medico, la possibilità “di un ulteriore approfondimento diagnostico”, quindi anche il test molecolare, “previa adeguata formale motivazione”.

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