Clima rovente per i protagonisti dell'estate politica

Tutte le strategie dei personaggi chiave

Una campagna elettorale rovente

25 settembre 2022, questa, la tanto attesa data delle elezioni politiche, il tempo a disposizione è poco e il clima è rovente, colpi bassi, giravolte e tradimenti, in guerra e in politica, tutto è concesso.

Meloni, Salvini e Berlusconi “Fuga per la vittoria”

Sono loro i favoriti, il centrodestra unito. Secondo i vari sondaggi delle agenzie, Giorgia Meloni è in corsa per diventare il partito più rappresentativo d’Italia con una percentuale del 25%, Matteo Salvini e la Lega al 15% e Silvio Berlusconi con Forza Italia al 9%, se in cabina elettorale questi numeri si tramutassero in realtà, la coalizione di centrodestra dovrebbe sfiorare il 50% o addirittura superarlo.

I punti cardine del programma sono tre:

Meno tasse

Più sicurezza

Meno sbarchi

Questi i temi più “caldi” anche per gli italiani. Complice il periodo di grande crisi scaturito dalla pandemia, le tasse insostenibili, la poca sicurezza nelle strade e i continui sbarchi, il peso sulle spalle degli italiani é ormai arrivato al limite della sopportazione, che, non trovando argomenti incoraggianti dalle altre forze politiche, ripone le speranze sulla coalizione “guidata” da Giorgia Meloni, pronta a incassare il jackpot di voti il 25 settembre.

Letta e Calenda “Quasi amici”

“Stiamo insieme”, “anzi no”, “forse con Renzi”, “magari da solo”, Letta e Calenda sembravano destinati a stare insieme, da “quasi amici”, per contrastare l’avanzata della corazzata Meloni & C., ma Calenda ha ufficializzato il divorzio subito dopo il si.

Le idee non sembrano esaltare gli italiani, regali ai diciottenni, pesanti tasse sulla successione e cittadinanza italiana per tutti, questa la ricetta di Letta per una ripresa dell’economia, non benissimo.

Dall’altra parte, il “guerriero” Calenda ha un solo e unico obiettivo, fermare la destra con unghie e denti, un messaggio “chiaro” al paese, “votate me per non votare gli altri”, poi si vedrà, l’agenda Draghi, è il suo mantra.

Renzi e Conte, le “mine vaganti”

Matteo Renzi, sempre protagonista dello show politico, malgrado la sua “Italia viva” non venga nemmeno menzionata nei sondaggi, forse 3% o addirittura meno, tiene banco negli ultimi giorni con la sua trattativa.

Sembrerebbe cosa fatta l’accordo con Calenda, salvo cambi di rotta o ripensamenti, poco improbabili.

Giuseppe Conte e il Movimento 5 stelle ormai decisi a correre da soli, orfani di Di Maio (fresco di cambio di casacca e alleato del PD), secondo le stime dovrebbero portare a casa un 10%.

I tempi delle “scatolette di tonno” da aprire sono finiti, resta la “carta” Reddito di cittadinanza da buttare sul tavolo, con ogni probabilità, questa sarà sufficiente a garantire il pacchetto voti utile a spostare gli equilibri.

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