india blocca esportazione di grano

Coldiretti: “Con la mancanza di grano vola il consumo di riso”

L’India ha preso la decisione di bloccare l’esportazione di ogni tipo di grano con effetto immediato a causa dell’inflazione salita al’8,38 per cento con un aumento storico dopo 8 anni dei prezzi al dettaglio. L’India si trova in grandi difficoltà a causa dell’anomale ondata di caldo che ha colpito il paese. In molte zone la temperatura sta raggiungendo i 46 gradi e sono previsti picchi fino a 48 gradi. Con la decisione del governo indiano le speranze dell’Europa di soddisfare con l’importazione del grano dall’India le difficoltà di rifornimento causate dalla guerra in Ucraina.

La decisione dell’India – sottolinea Coldiretti – aggrava l’emergenza alimentare mondiale poiché si tratta del secondo produttore mondiale di grano. Le 10 milioni di tonnellate di esportazione previste nel corso del 2022 ora – sottolinea la Coldiretti – mancheranno dal mercato, con rincari dei prezzi che colpiscono soprattutto i consumatori poveri con il rischio di nuove rivolte del pane come quelle avvenute in Tunisia, Algeria ed Egitto che è diventato il maggior importatore di grano dall’India dopo lo stop dei porti sul Mar nero. In sostituzione del grano salgono la domanda e le quotazioni di riso che  registra quest’anno un balzo negli scambi del +4 per cento rispetto al 2021 con un picco di 53,4 milioni di tonnellate secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Fao.

Il consumo mondiale di riso nel 2022 – spiega Coldiretti – raggiungerà nel 2022 il record degli ultimi dieci anni con quasi 521 milioni di tonnellate in aumento di oltre 9 milioni rispetto all’anno precedente.Uno scenario in cui al balzo degli scambi del riso corrisponde – rileva la Coldiretti – il calo del commercio di grano per le difficoltà di esportazione e per l’impennata dei prezzi che hanno raggiunto i massimi degli ultimi decenni e stanno spingendo molte comunità al cambio della dieta, sostituendo appunto il grano con il riso.

In difficoltà per la crisi del grano ci sono soprattutto i Paesi più poveri, tanto che ad esempio le industrie alimentari in Kenya, Egitto, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria e Camerun stanno usando mix di farine alternative più economiche per pane, dolci e pasta con riso locale, farina di manioca e sorgo che stanno sostituendo il grano. Ma l’emergenza alimentare mondiale si estende con il balzo delle quotazioni del riso che è il cereale piu’ consumato al mondo alla base della dieta di molte comunità, a partire dai paesi asiatici ma anche in alcune aree dell’Africa.

Il risultato – riferisce la Coldiretti – è un aumento della povertà alimentare nel mondo rispetto al 2021 quando 193 milioni di persone in 53 Paesi vivevano già in una situazione di grave crisi per il cibo, 570 mila in situazioni di catastrofe, mentre 39,2 milioni in emergenza, secondo l’analisi della Fao presentata al G7 dell’agricoltura a Stoccarda sulla crisi Ucraina.

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