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L'arma sanzioni per fermare l'allerta

Un’ondata di sanzioni anti-russe, queste le reazioni di Usa, Gran Bretagna e Ue alla provocazione lanciata da Vladimir Putin nella crisi ucraina.

Sanzioni e divisioni

Se per Washington e Londra l’adozione di misure severe era annunciata, non lo era affatto per un’Unione divisa tra chi fino a poche ore prima professava la linea della prudenza e quanti, come i Paesi Baltici, chiedevano invece fermezza da subito. Alla fine, nella riunione informale dei ministri degli Esteri convocata a Parigi, l’Ue ha trovato un punto di equilibrio adottando un pacchetto di sanzioni corpose ma che non toccano Putin in persona. Appigliandosi alla risposta più forte arrivata finora dal Vecchio continente nei confronti di Mosca: lo stop al Nord Stream 2 annunciato da Berlino. E’ stata proprio la decisione del cancelliere Olaf Scholz a fare da apripista alla compattezza europea. A metà mattinata il capo del governo tedesco ha annunciato “sanzioni massicce e robuste” e ordinato l’interruzione del processo di revisione del gasdotto da parte dell’autorità di regolamentazione tedesca.

Putin ha una “Fortezza economica”

Non basta. L’impatto su Mosca, temono alcuni analisti, potrebbe essere parzialmente attutito dalla strategia di “Fortezza Russia” seguita da Putin dopo la presa della Crimea per proteggere Mosca da sanzioni. E inanellano i dati: indebitamento estero ridotto a 478 miliardi da 733, rapporto debito/Pil al 18%, riserve in oro e valute pregiate quasi raddoppiate a 630 miliardi, rapporti con la Cina intensificati con un interscambio che supera i cento miliardi l’anno. Senza contare un sistema domestico per le transazioni finanziarie, pur con limitato raggio d’azione internazionale.

ANSA – Sole24ore

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