La guerra condiziona anche pandemia Cala numero di ricoveri e nuovi casi

Monitoraggio settimanale Gimbe, dati aggiornati al 1° marzo

I dati registrati dall’ultimo monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, riguardanti l’andamento covid-19 in Italia nel periodo 23 febbraio – 1 marzo 2022, indicano un netto calo di nuovi casi, pari a -21,1% rispetto alla settimana precedente.

In tutte le regioni italiane si registra un calo di insorgenza di nuovi casi, che va da -2,5% della Calabria fino a una riduzione netta in Sardegna -34,1%.

Oltre al calo di insorgenza di nuovi casi, il report settimanale indica anche:

  • riduzione di casi attualmente positivi: da 1.291.793 a 1.073.230 (-16,9%)
  • riduzione di persone in isolamento domiciliare: da 1.277.821 a 1.062.066 (-16,9%)
  • riduzione dei decessi: da 1.828 a 1.488 (-18,6%), 122 di questi riferiti a periodi precedenti
  • riduzione dei ricoveri in terapia intensiva: da 896 a 708 (-21%)

riduzione di pazienti ricoverati con sintomi: da 13.076 a 10.456 (-20%)

Novità anche per quanto riguarda i ricoveri, dove si evidenzia un calo del -20% in area medica, e -21% in terapia intensiva.

festissima oristano

Sembrerebbe diminuire anche la preoccupazione tra la popolazione, in quanto diminuisce anche il numero di tamponi eseguiti, -13,3% per i tamponi rapidi e -10,7% per quelli molecolari.

A niente sono servite le pressioni e la linea dura del governo, che ha spinto ad oltranza verso l’utilizzo di green pass e super green pass, tutt’ora in vigore nonostante si stia via via abbandonando in tutta Europa e non solo questo metodo coercitivo e gravemente discriminatorio, come non avrà nessuna utilità la recente conversione in legge del decreto Covid che disciplina l’obbligo vaccinale nei luoghi di lavoro e nelle scuole.

Nemmeno la possibilità della 4° dose  estesa a tutti, ha avuto effetti positivi sul numero delle vaccinazioni, costantemente in calo da diverse settimane, che registra secondo l’ultimo monitoraggio:

  • -34,4% di nuovi vaccinati
  • -46,4% nella fascia 5-11
  • -29,5% nella fascia over 50

Nonostante tutto, secondo i dati GIMBE, l’Italia risulta essere una delle nazioni europee con la più bassa percentuale di popolazione non vaccinata.

L’Ucraina al momento registra il dato più alto di non vaccinati il 63,8% della popolazione.

Mentre “l’emergenza sanitaria” sembra essere stata improvvisamente scomparsa e accantonata dalla nostra politica impegnata ad intraprendere e attuare nuove misure in merito al conflitto Russia-Ucraina, che al momento ha spazzato via ogni timore nei confronti del covid-19, la fondazione GIMBE lancia un monito: “Il dato ucraino non deve essere sottovalutato – sottolinea la fondazione GIMBE – considerata la drammatica situazione che porterà nelle prossime settimane migliaia di profughi nel nostro Paese: i piani di accoglienza del Governo per accogliere i civili in fuga dovranno necessariamente includere la vaccinazione di anziani e fragili provenienti dalle zone di guerra, evitando diseguaglianze tra le Regioni”.

 

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