La rai silenzia Orsini

Romano: "pifferaio della propaganda di Putin"

Alessandro Orsini, è un professore associato nel Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss, dove insegna Sociologia generale e Sociology of Terrorism, da settimane è bersaglio di critiche e vessazioni provenienti da media e politica, fino ad arrivare all’etichetta di personaggio filo-Putin.

E’ necessaria una premessa, Orsini, esprime le sue posizioni, la lettura e le considerazioni sulla guerra in Ucraina, da esperto in materia, riconosciuto tale, perfino dal Governo italiano, infatti, nel 2016, fu nominato membro della commissione del governo per lo studio dell’estremismo jihadista.

L’errore di Orsini, se di errore vogliamo parlare, è quello di affrontare il problema Ucraina in maniera non emozionale, quindi, da studioso e esperto in materia, la sua analisi del conflitto non inizia dal 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, ma parte da lontano, esercitazioni e allargamenti della Nato, guerra nel Donbass e altri fattori per Orsini determinanti. Con le sue analisi é uscito dagli schemi, questo è certo, non ha mai urlato “Slava Ukraini“, non ha mai definito “animale” Putin, incredibilmente si è permesso di dire, che le sanzioni inflitte alla Russia, così impostate, non porterebbero alla fine del conflitto, indicando una soluzione alternativa, già utilizzata nei confronti dell’Arabia Saudita, il modello Yemen, che effettivamente, portò risultati significativi.

La fresca vicenda che coinvolge Orsini riguarda la Rai, che prima lo ingaggia come ospite al programma “cartabianca” condotto dalla Berlinguer, poi lo caccia perchè “convinto” dalla politica, in particolare dal PD, che nella persona di Andrea Romano, lo definisce “pifferaio della propaganda di Putin“, e ritiene inaccettabile che il Prof. Orsini venga pagato per presenziare alle puntate del programma.

Il deputato del PD, in tempo di covid, quindi fino a qualche settimana fa, non accettava opinioni o commenti da persone sprovviste di laurea in medicina, quindi, sembra chiaro, che il buon Romano, non accetti opinioni contrarie alle sue, professori esperti in materia o semplici “opinionisti”.

La macchina media-politica “tritalingua” è entrata in azione, il periodo della pandemia ha mostrato le sue potenzialità e la sua forza, uscire dalla retorica non è concesso, porsi delle domande non è concesso, la lista delle “vittime” della “tritalingua” dimostra che limitarsi a dire “Putin è l’invasore” non crea problemi, chissà se questo basterà a mettere fine al conflitto, bisognerebbe chiederlo al “pifferaio della demagogia”, che non è certo Orsini.

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