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Cogoni: " L’investimento immobiliare rimane il primo obiettivo dei sardi "

Il mercato immobiliare all’inizio della pandemia è stato uno dei settori per il quale si erano previste conseguenze catastrofiche a livello economico e di investimento, “ci sono stati crolli dovuti al lockdown, era inevitabile” commenta Massimiliano Cogoni, imprenditore cagliaritano, nel settore delle compravendite immobiliari da oltre 20 anni, “la pandemia ha inciso tanto e con sé ha portato dei cambiamenti radicali, soprattutto nella scelta di rivedere le nostre abitudini sia lavorative sia private, influenzando le scelte della nuova casa da acquistare” continua Cogoni, il quale, conferma di non aver avuto flessioni nel numero di compravendite nel post covid, infatti la sua azienda, il Gruppo Immobiliare III Millennio ha confermato sostanzialmente lo stesso  numero di immobili compravenduti rispetto al periodo pre covid.

“Il nostro team è stato chiamato a soddisfare necessità diverse” precisa Cogoni, “la richiesta di un numero superiore di ambienti, di spazi aperti, queste nuove priorità del cliente sono legate alle nuove esigenze dettate dallo smart working e dalla didattica a distanza, che hanno influenzato gli stili di vita nel periodo peggiore della pandemia”.

E se il covid non ha bloccato il mercato immobiliare, la crisi in Ucraina potrebbe presentare una nuova “sfida”, ma Cogoni non sembra essere preoccupato, “a quasi due mesi dall’inizio della crisi in Ucraina e del gas nessuna flessione, l’unico cambiamento si è presentato nell’accortezza sulla scelta dell’immobile in base alla “qualità” energetica della casa, con una propensione alla scelta di case con la predisposizione o con la possibilità di installare tecnologia green“.

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