Protesta pastori sardi

Pastori dimenticati, l'emergenza non è finita

Inizia la nuova stagione lattiero casearia, e imperversa la tensione nelle campagne della Sardegna
 
L’ultimo tavolo ministeriale risale a maggio, e al momento non c’è nessuna novità per quanto riguarda l’adattamento dei prezzi. Il prezzo del pecorino romano, in continuo aumento, a raggiunto i 6,95 euro al chilo, mentre quello riconosciuto per il latte ai pastori rimane invariato.
 
Sembra che la politica, anche in seguito al cambio di governo e varie campagne elettorali, abbia accantonato la vertenza” – spiega Gianuario Falchi, uno dei rappresentanti degli allevatori al tavolo ministeriale – “L’emergenza, non è finita, buttare il latte è stato molto doloroso per noi, e oggi la gente è disperata perché, rispetto alle soluzioni prospettate, è rimasto solo il nostro dolore. 
Non abbiamo risposte, eppure abbiamo fatto l’impossibile per portare a casa il risultato“.
 
Intanto cresce la tensione nelle campagne sarde tra gli allevatori, e le proteste potrebbero presto ricominciare.
 
I pastori sardi hanno già sollecitato per un nuovo incontro al ministero, in modo da poter definire le regole per i prossimi anni, ma sembra non sia servito a nulla.
 
Le dichiarazioni di Falchi: “E’ tutto fermo, i 49 milioni riservati al settore sono fermi in un cassetto e la politica se ne lava le maniI pastori hanno già raschiato il badile, non si può continuare a produrre con questi prezzi“.
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